Sirac (CEI) 14

La vera felicità

14 1 Beato l'uomo che non ha peccato con le parole e non è tormentato dal rimorso dei peccati.
2
Beato chi non ha nulla da rimproverarsi e chi non ha perduto la sua speranza.


Invidia e avarizia

3 A un uomo gretto non conviene la ricchezza, a che servono gli averi a un uomo avaro?
4
Chi accumula a forza di privazioni accumula per altri, con i suoi beni faran festa gli estranei.
5
Chi è cattivo con se stesso con chi si mostrerà buono? Non sa godere delle sue ricchezze.
6
Nessuno è peggiore di chi tormenta se stesso; questa è la ricompensa della sua malizia.
7
Se fa il bene, lo fa per distrazione; ma alla fine mostrerà la sua malizia.
8
E' malvagio l'uomo dall'occhio invidioso; volge altrove lo sguardo e disprezza la vita altrui.
9
L'occhio dell'avaro non si accontenta di una parte, l'insana cupidigia inaridisce l'anima sua.
10
Un occhio cattivo è invidioso anche del pane e sulla sua tavola esso manca.
11
Figlio, per quanto ti è possibile, tràttati bene e presenta al Signore le offerte dovute.
12
Ricòrdati che la morte non tarderà e il decreto degli inferi non t'è stato rivelato.
13
Prima di morire fà del bene all'amico, secondo le tue possibilità sii con lui generoso.
14
Non privarti di un giorno felice; non ti sfugga alcuna parte di un buon desiderio.
15
Forse non lascerai a un altro le tue sostanze e le tue fatiche per esser divise fra gli eredi?
16
Regala e accetta regali, distrai l'anima tua, perché negli inferi non c'è gioia da ricercare.
17
Ogni corpo invecchia come un abito, è una legge da sempre: «Certo si muore!».
18
Come foglie verdi su un albero frondoso: le une lascia cadere, altre ne fa spuntare, lo stesso avviene per le generazioni di carne e di sangue: le une muoiono, altre ne nascono.
19
Ogni opera corruttibile scompare; chi la compie se ne andrà con essa.


Felicità del saggio

20 Beato l'uomo che medita sulla sapienza e ragiona con l'intelligenza,
21
che considera nel cuore le sue vie: ne penetrerà con la mente i segreti.
22
La insegue come uno che segue una pista, si apposta sui suoi sentieri.
23
Egli spia alle sue finestre e starà ad ascoltare alla sua porta.
24
Fa sosta vicino alla sua casa e fisserà un chiodo nelle sue pareti;
25
alzerà la propria tenda presso di essa e si riparerà in un rifugio di benessere;
26
metterà i propri figli sotto la sua protezione e sotto i suoi rami soggiornerà;
27
da essa sarà protetto contro il caldo, egli abiterà all'ombra della sua gloria.


15 1 Così agirà chi teme il Signore; chi è fedele alla legge otterrà anche la sapienza.
2
Essa gli andrà incontro come una madre, l'accoglierà come una vergine sposa;
3
lo nutrirà con il pane dell'intelligenza, e l'acqua della sapienza gli darà da bere.
4
Egli si appoggerà su di lei e non vacillerà, si affiderà a lei e non resterà confuso.
5
Essa l'innalzerà sopra i suoi compagni e gli farà aprir bocca in mezzo all'assemblea;
6
egli troverà contentezza e una corona di gioia e otterrà fama perenne.
7
Gli insensati non conseguiranno mai la sapienza, i peccatori non la contempleranno mai.
8
Essa sta lontana dalla superbia, i bugiardi non pensano ad essa.
9
La sua lode non s'addice alla bocca del peccatore, perché non gli è stata concessa dal Signore.
10
La lode infatti va celebrata con sapienza; è il Signore che la dirigerà. La libertà umana
11
Non dire: «Mi son ribellato per colpa del Signore», perché ciò che egli detesta, non devi farlo.
12
Non dire: «Egli mi ha sviato», perché egli non ha bisogno di un peccatore.
13
Il Signore odia ogni abominio, esso non è voluto da chi teme Dio.
14
Egli da principio creò l'uomo e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.
15
Se vuoi, osserverai i comandamenti; l'essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere.
16
Egli ti ha posto davanti il fuoco e l'acqua; là dove vuoi stenderai la tua mano.
17
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte; a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
18
Grande infatti è la sapienza del Signore, egli è onnipotente e vede tutto.
19
I suoi occhi su coloro che lo temono, egli conosce ogni azione degli uomini.
20
Egli non ha comandato a nessuno di essere empio e non ha dato a nessuno il permesso di peccare.


Maledizione degli empi

16 1 Non desiderare una moltitudine di figli buoni a nulla, non gioire per figli empi.
2
Se aumentano di numero non gioire, se sono privi del timore del Signore.
3
Non confidare su una loro vita lunga e non fondarti sul loro numero, poiché è preferibile uno a mille e morir senza figli che averne degli empi.
4
La città potrà ripopolarsi per opera di un solo assennato, mentre la stirpe degli iniqui sarà distrutta.
5
Il mio occhio ha visto molte simili cose; il mio orecchio ne ha sentite ancora più gravi.
6
Nell'assemblea dei peccatori un fuoco si accende, contro un popolo ribelle è divampata l'ira.
7
Dio non perdonò agli antichi giganti, che si erano ribellati per la loro forza.
8
Non risparmiò i concittadini di Lot, che egli aveva in orrore per la loro superbia.
9
Non ebbe pietà di nazioni di perdizione, che si erano esaltate per i loro peccati.
10
Così trattò i seicentomila uomini che sono periti per l'ostinazione del loro cuore.
11
Ci fosse un solo uomo di dura cervice, sarebbe strano se restasse impunito,
12
poiché misericordia e ira sono in Dio, potente quando perdona e quando riversa l'ira.
13
Tanto grande la sua misericordia, quanto grande la sua severità; egli giudicherà l'uomo secondo le sue opere.
14
Non sfuggirà il peccatore con la sua rapina, ma neppure la pazienza del pio sarà delusa.15 Egli farà posto a tutta la sua generosità; ciascuno sarà trattato secondo le sue opere.


La ricompensa è certa

16 Non dire: «Mi terrò celato al Signore! Chi penserà a me lassù?
17
Non sarò riconosciuto fra un popolo numeroso, chi sarò io in mezzo a una creazione senza numero?».
18
Ecco il cielo e il cielo dei cieli, l'abisso e la terra sussultano quando egli appare.
19
Anche i monti e le fondamenta della terra si scuotono di spavento quando egli li guarda.
20
Ma nessuno riflette su queste cose; al suo modo di agire chi ci bada?
21
Anche la bufera che nessuno contempla, e la maggior parte delle sue opere, sono nel mistero.
22
«Chi a Dio annunzierà le opere di giustizia? Ovvero chi le attende? L'alleanza infatti è lontana».
23
Tali cose pensa chi ha il cuore perverso; lo stolto, appunto errando, pensa sciocchezze.


L'uomo nella creazione

24 Ascoltami, figlio, e impara la scienza; e sii attento nel tuo cuore alle mie parole.
25
Manifesterò con esattezza la mia dottrina; con cura annunzierò la scienza.
26
Nella creazione del Signore le sue opere sono fin dal principio, e dalla loro origine ne separò le parti.
27
Egli ordinò per l'eternità le sue opere, ne stabilì l'attività per le generazioni future. Non hanno fame né si stancano, eppure non interrompono il loro lavoro.
28
Nessuna di loro urta la sua vicina, mai disubbidiranno ad un suo comando.
29
Dopo ciò il Signore riguardò sulla terra e la riempì dei suoi doni.
30
Ne ricoprì la superficie con ogni genere di viventi e ad essa faranno ritorno.


17 1 Il Signore creò l'uomo dalla terra e ad essa lo fa tornare di nuovo.
2
Egli assegnò agli uomini giorni contati e un tempo fissato, diede loro il dominio di quanto è sulla terra.
3
Secondo la sua natura li rivestì di forza, e a sua immagine li formò.
4
Egli infuse in ogni essere vivente il timore dell'uomo, perché l'uomo dominasse sulle bestie e sugli uccelli.5 Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro perché ragionassero.
6
Li riempì di dottrina e d'intelligenza, e indicò loro anche il bene e il male.
7
Pose lo sguardo nei loro cuori per mostrar loro la grandezza delle sue opere.
8
Loderanno il suo santo nome per narrare la grandezza delle sue opere.9 Inoltre pose davanti a loro la scienza e diede loro in eredità la legge della vita.
10
Stabilì con loro un'alleanza eterna e fece loro conoscere i suoi decreti.
11
I loro occhi contemplarono la grandezza della sua gloria, i loro orecchi sentirono la magnificenza della sua voce.
12
Disse loro: «Guardatevi da ogni ingiustizia!» e diede a ciascuno precetti verso il prossimo.


Il giudice divino

13 Le loro vie sono sempre davanti a lui, non restano nascoste ai suoi occhi.
14
Su ogni popolo mise un capo, ma Israele è la porzione del Signore.
15
Tutte le loro opere sono davanti a lui come il sole, i suoi occhi osservano sempre la loro condotta.16 A lui non sono nascoste le loro ingiustizie, tutti i loro peccati sono davanti al Signore.
17
La beneficenza dell'uomo è per lui come un sigillo, egli serberà la generosità come la propria pupilla.18 Alla fine si leverà e renderà loro la ricompensa, riverserà su di loro il contraccambio.
19
Ma a chi si pente egli offre il ritorno, consola quanti vengono meno nella pazienza.


Invito alla penitenza

20 Ritorna al Signore e cessa di peccare, prega davanti a lui e cessa di offendere.21 Fà ritorno all'Altissimo e volta le spalle all'ingiustizia; detesta interamente l'iniquità.
22
Negli inferi infatti chi loderà l'Altissimo, al posto dei viventi e di quanti gli rendono lode?
23
Da un morto, che non è più, la riconoscenza si perde, chi è vivo e sano loda il Signore.
24
Quanto è grande la misericordia del Signore, il suo perdono per quanti si convertono a lui!
25
L'uomo non può avere tutto, poiché un figlio dell'uomo non è immortale.
26
Che c'è di più luminoso del sole? Anch'esso scompare. Così carne e sangue pensano al male.
27
Esso sorveglia le schiere dell'alto cielo, ma gli uomini sono tutti terra e cenere.


Grandezza di Dio

18 1 Colui che vive per sempre ha creato l'intero universo.
2
Il Signore soltanto è riconosciuto giusto.3 A nessuno è possibile svelare le sue opere e chi può indagare le sue grandezze?
4
La potenza della sua maestà chi potrà misurarla? Chi riuscirà a narrare le sue misericordie?
5
Non c'è nulla da togliere e nulla da aggiungere; non è possibile indagare le meraviglie del Signore.
6
Quando uno ha finito, allora comincia; quando si ferma, allora rimane perplesso.


L'uomo è un nulla

7 Che è l'uomo? E a che può servire? Qual è il suo bene e qual è il suo male?
8
Quanto al numero dei giorni dell'uomo, cento anni sono gia molti.
9
Come una goccia d'acqua nel mare e un grano di sabbia così questi pochi anni in un giorno dell'eternità.
10
Per questo il Signore è paziente con gli uomini e riversa su di essi la sua misericordia.
11
Vede e conosce che la loro sorte è misera, per questo moltiplica il perdono.
12
La misericordia dell'uomo riguarda il prossimo, la misericordia del Signore ogni essere vivente.
13
Egli rimprovera, corregge, ammaestra e guida come un pastore il suo gregge.
14
Ha pietà di quanti accettano la dottrina e di quanti sono zelanti per le sue decisioni.


Il modo di dare

15 Figlio, ai benefici non aggiungere il rimprovero, e a ogni dono parole amare.
16
La rugiada non mitiga forse il calore? Così una parola è più pregiata del dono.
17
Ecco, non vale una parola più di un ricco dono? L'uomo caritatevole offre l'una e l'altro.
18
Lo stolto rimprovera senza riguardo, il dono dell'invidioso fa languire gli occhi.


Riflessione e previsione

19 Prima di parlare, impara; curati ancor prima di ammalarti.
20
Prima del giudizio esamina te stesso, così al momento del verdetto troverai perdono.
21
Umìliati, prima di cadere malato, e quando hai peccato, mostra il pentimento.
22
Nulla ti impedisca di soddisfare a tempo un voto, non aspettare fino alla morte per sdebitarti.
23
Prima di fare un voto prepara te stesso, non fare come un uomo che tenta il Signore.
24
Pensa all'ira del giorno della morte, al tempo della vendetta, quando egli distoglierà lo sguardo da te.
25
Pensa alla carestia nel tempo dell'abbondanza; alla povertà e all'indigenza nei giorni di ricchezza.
26
Dal mattino alla sera il tempo cambia; e tutto è effimero davanti al Signore.
27
Un uomo saggio è circospetto in ogni cosa; nei giorni del peccato si astiene dalla colpa.
28
Ogni uomo assennato conosce la sapienza e a colui che l'ha trovata rende omaggio.
29
Quelli istruiti nel parlare anch'essi diventano saggi, fanno piovere massime eccellenti.


Dominio di sè

30 Non seguire le passioni; poni un freno ai tuoi desideri.
31
Se ti concedi la soddisfazione della passione, essa ti renderà oggetto di scherno ai tuoi nemici.
32
Non godere una vita di piaceri, sua conseguenza è una doppia povertà.
33
Non impoverire scialacquando con denaro preso a prestito, quando non hai nulla nella borsa.


19 1 Un operaio ubriacone non arricchirà; chi disprezza il poco cadrà presto.
2
Vino e donne traviano anche i saggi, ancor più temerario è chi frequenta prostitute.
3
Tarli e vermi lo erediteranno, il temerario sarà eliminato. Contro le chiacchiere
4
Chi si fida con troppa facilità è di animo leggero, chi pecca danneggia se stesso.
5
Chi si compiace del male sarà condannato;
6
chi odia la loquacità sfugge al male.
7
Non riferire mai una diceria e non ne avrai alcun danno;
8
non parlarne né all'amico né al nemico, e se puoi farlo senza colpa, non svelar nulla.
9
Altrimenti chi ti ascolta diffiderà di te e all'occasione ti avrà in odio.
10
Hai udito una parola? Muoia con te! Stà sicuro, non ti farà scoppiare.
11
Per una parola lo stolto ha i dolori, come la partoriente per un bambino.
12
Una freccia confitta nella carne della coscia: tale una parola in seno allo stolto.


Verificare le dicerie

13 Interroga l'amico: forse non ha fatto nulla, e se qualcosa ha fatto, perché non continui più.
14
Interroga il prossimo: forse non ha detto nulla, e se qualcosa ha detto, perché non lo ripeta.
15
Interroga l'amico, perché spesso si tratta di calunnia; non credere a ogni parola.
16
C'è chi sdrucciola, ma non di proposito; e chi non ha peccato con la sua lingua?
17
Interroga il tuo prossimo, prima di minacciarlo; fà intervenire la legge dell'Altissimo.


Vera e falsa sapienza

18 Tutta la sapienza è timore di Dio e in ogni sapienza è la pratica della legge.19 Non c'è sapienza nella conoscenza del male; non è mai prudenza il consiglio dei peccatori.
20
V'è un'abilità che è abominevole, c'è uno stolto cui manca solo la saggezza.21 Meglio uno di scarsa intelligenza ma timorato, che uno molto intelligente ma trasgressore della legge.
22
Esiste un'abilità scaltra, ma ingiusta; c'è chi intriga per prevalere in giudizio.
23
C'è il malvagio curvo nella sua tristezza, ma il suo intimo è pieno di inganno;
24
abbassa il volto e finge di essere sordo, ma, quando non è osservato, avrà il sopravvento.
25
E se per mancanza di forza gli è impedito di peccare, all'occasione propizia farà del male.
26
Dall'aspetto si conosce l'uomo; dal volto si conosce l'uomo di senno.
27
Il vestito di un uomo, la bocca sorridente e la sua andatura rivelano quello che è.


Silenzio e parola

20 1 C'è un rimprovero che è fuori tempo, c'è chi tace ed è prudente.
2
Quanto è meglio rimproverare che covare l'ira!
3
Chi si confessa colpevole evita l'umiliazione.
4
Un eunuco che vuol deflorare una ragazza, così chi vuol rendere giustizia con la violenza.
5
C'è chi tace ed è ritenuto saggio, e c'è chi è odiato per la sua loquacità.
6
C'è chi tace, perché non sa che cosa rispondere, e c'è chi tace, perché conosce il momento propizio.
7
L'uomo saggio sta zitto fino al momento opportuno, il millantatore e lo stolto lo trascurano.
8
Chi abbonda nel parlare si renderà abominevole; chi vuole assolutamente imporsi sarà odiato.


Paradossi

9 Nelle disgrazie può trovarsi la fortuna per un uomo, mentre un profitto può essere una perdita.
10
C'è una generosità, che non ti arreca vantaggi e c'è chi dall'umiliazione alza la testa.12 C'è chi compra molte cose con poco, e chi le paga sette volte il loro valore.13 Il saggio si rende amabile con le sue parole, le cortesie degli stolti sono sciupate.14 Il dono di uno stolto non ti gioverà, perché i suoi occhi bramano ricevere più di quanto ha dato.15 Egli darà poco, ma rinfaccerà molto; aprirà la sua bocca come un banditore. Oggi darà un prestito e domani richiederà; uomo odioso è costui.16 Lo stolto dice: «Non ho un amico, non c'è gratitudine per i miei benefici.17 Quelli che mangiano il mio pane sono lingue cattive». Quanto spesso e quanti si burleranno di lui! Parole maldestre18 Meglio scivolare sul pavimento che con la lingua; per questo la caduta dei cattivi giunge rapida.19 Un uomo senza grazia è un discorso inopportuno: è sempre sulla bocca dei maleducati.20 Non si accetta una massima dalla bocca dello stolto, perché non è mai detta a proposito.21 C'è chi è impedito di peccare dalla miseria e durante il riposo non avrà rimorsi.22 C'è chi si rovina per rispetto umano e si rovina per la faccia di uno stolto.23 C'è chi per rispetto umano fa promesse a un amico; in tal modo se lo rende gratuitamente nemico.


La menzogna

24 Brutta macchia nell'uomo la menzogna, si trova sempre sulla bocca degli ignoranti.25 Meglio un ladro che un mentitore abituale, ma tutti e due condivideranno la rovina.26 L'abitudine del bugiardo è un disonore, la vergogna lo accompagnerà sempre. Sulla sapienza27 Il saggio si fa onore con i discorsi, l'uomo prudente piace ai grandi.28 Chi lavora la terra accrescerà il raccolto; chi piace ai grandi si fa perdonare l'ingiustizia.29 Regali e doni accecano gli occhi dei saggi, come bavaglio sulla bocca, soffocano i rimproveri.30 Sapienza nascosta e tesoro invisibile: a che servono l'una e l'altro?31 Fa meglio chi nasconde la stoltezza che colui che nasconde la sapienza.


Peccati diversi

21 1 Figlio, hai peccato? Non farlo più e prega per le colpe passate.
2
Come alla vista del serpente fuggi il peccato: se ti avvicini, ti morderà. Denti di leone sono i suoi denti, capaci di distruggere vite umane.
3
Ogni trasgressione è come spada a doppio taglio: non c'è rimedio per la sua ferita.
4
Spavento e violenza fanno svanire la ricchezza; così la casa del superbo sarà devastata.
5
La preghiera del povero va dalla sua bocca agli orecchi di Dio, il giudizio di lui verrà a suo favore.
6
Chi odia il rimprovero segue le orme del peccatore, ma chi teme il Signore si convertirà di cuore.
7
Da lontano si riconosce il linguacciuto, ma l'assennato conosce il suo scivolare.
8
Chi costruisce la sua casa con ricchezze altrui è come chi ammucchia pietre per l'inverno.
9
Mucchio di stoppa è una riunione di iniqui; la loro fine è una fiammata di fuoco.
10
La via dei peccatori è appianata e senza pietre; ma al suo termine c'è il baratro degli inferi.


Il saggio e lo stolto

11 Chi osserva la legge domina il suo istinto, il risultato del timore del Signore è la sapienza.
12
Non diventerà educato chi manca di capacità, ma c'è anche una capacità che aumenta l'amarezza.
13
La scienza del saggio cresce come una piena; il suo consiglio è come una sorgente di vita.
14
L'interno dello stolto è come un vaso rotto, non potrà contenere alcuna scienza.
15
Se un assennato ascolta un discorso intelligente, l'approverà e lo completerà; se l'ascolta un dissoluto, se ne dispiace e lo getta via dietro la schiena.
16
Il parlare dello stolto è come un fardello nel cammino, ma sulle labbra dell'intelligente si trova la grazia.
17
La parola del prudente è ricercata nell'assemblea; si rifletterà seriamente sui suoi discorsi.
18
Come casa in rovina, così la sapienza per lo stolto; scienza dell'insensato i discorsi incomprensibili.
19
Ceppi ai piedi è la disciplina per l'insensato e come manette nella sua destra.
20
Lo stolto alza la voce mentre ride; ma l'uomo saggio sorride appena in silenzio.
21
Ornamento d'oro è la disciplina per l'assennato; è come un monile al braccio destro.
22
Il piede dello stolto si precipita verso una casa; l'uomo sperimentato si mostrerà rispettoso.
23
Lo stolto spia dalla porta l'interno della casa; l'uomo educato se ne starà fuori.
24
E' cattiva educazione d'un uomo origliare alla porta; l'uomo prudente ne resterebbe confuso.
25
Le labbra degli stolti ripetono sciocchezze, le parole dei prudenti sono pesate sulla bilancia.
26
Sulla bocca degli stolti è il loro cuore, i saggi invece hanno la bocca nel cuore.
27
Quando un empio maledice l'avversario, maledice se stesso.
28
Il maldicente danneggia se stesso e sarà detestato dal suo ambiente.


Il pigro

22 1 Il pigro è simile a una pietra imbrattata, ognuno fischia in suo disprezzo.
2
Il pigro è simile a una palla di sterco, chi la raccoglie scuote la mano. I figli degeneri
3
Vergogna per un padre avere un figlio maleducato, se si tratta di una figlia, è la sua rovina.
4
Una figlia prudente sarà un tesoro per il marito, quella disonorevole un dolore per chi l'ha generata.
5
La sfacciata disonora il padre e il marito, e dall'uno e dall'altro sarà disprezzata.
6
Come musica durante il lutto i discorsi fuori tempo, ma frusta e correzione in ogni tempo sono saggezza.


Saggezza e follia

7 Incolla cocci chi ammaestra uno stolto, sveglia un dormiglione dal sonno profondo.8 Ragiona con un insonnolito chi ragiona con lo stolto; alla fine egli dirà: «Che cosa c'è?».
9
Piangi per un morto, poiché ha perduto la luce; piangi per uno stolto, poiché ha perduto il senno.
10
Piangi meno tristemente per un morto, chè ora riposa, ma la vita dello stolto è peggiore della morte.
11
Il lutto per un morto, sette giorni; per uno stolto ed empio tutti i giorni della sua vita.
12
Con un insensato non prolungare il discorso, non frequentare l'insipiente;
13
guàrdati da lui, per non avere noie e per non contaminarti al suo contatto. Allontànati da lui e troverai pace, non sarai seccato dalla sua insipienza.
14
Che c'è di più pesante del piombo? E qual è il suo nome, se non «lo stolto»?
15
Sabbia, sale, palla di ferro sono più facili a portare che un insensato.
16
Una travatura di legno ben connessa in una casa non si scompagina in un terremoto, così un cuore deciso dopo matura riflessione non verrà meno al momento del pericolo.
17
Un cuore basato su sagge riflessioni è come un intonaco su un muro rifinito.
18
Una palizzata posta su un'altura di fronte al vento non resiste, così un cuore meschino, basato sulle sue fantasie, di fronte a qualsiasi timore non resiste. L'amicizia
19
Chi punge un occhio lo farà lacrimare; chi punge un cuore ne scopre il sentimento.
20
Chi scaglia pietre contro uccelli li mette in fuga, chi offende un amico rompe l'amicizia.
21
Se hai sguainato la spada contro un amico, non disperare, può esserci un ritorno.
22
Se hai aperto la bocca contro un amico, non temere, può esserci riconciliazione, tranne il caso di insulto e di arroganza, di segreti svelati e di un colpo a tradimento; in questi casi ogni amico scomparirà.
23
Conquìstati la fiducia del prossimo nella sua povertà per godere con lui nella sua prosperità. Nel tempo della tribolazione restagli vicino, per aver parte alla sua eredità.
24
Prima del fuoco vapore e fumo nel camino, così prima dello spargimento del sangue le ingiurie.
25
Non mi vergognerò di proteggere un amico, non mi nasconderò davanti a lui.
26
Se mi succederà il male a causa sua, chiunque lo venga a sapere si guarderà da lui. Vigilanza
27
Chi porrà una guardia sulla mia bocca, sulle mie labbra un sigillo prudente, perché io non cada per colpa loro e la mia lingua non sia la mia rovina?


23 1 Signore, padre e padrone della mia vita, non abbandonarmi al loro volere, non lasciarmi cadere a causa loro.
2
Chi applicherà la frusta ai miei pensieri, al mio cuore la disciplina della sapienza? Perché non siano risparmiati i miei errori e i miei peccati non restino impuniti,
3
perché non si moltiplichino i miei errori e non aumentino di numero i miei peccati, io non cada davanti ai miei avversari e il nemico non gioisca sul mio conto.
4
Signore, padre e Dio della mia vita, non mettermi in balìa di sguardi sfrontati
5
e allontana da me la concupiscenza.
6
Sensualità e libidine non s'impadroniscano di me; a desideri vergognosi non mi abbandonare.


I giuramenti

7 Figli, ascoltate l'educazione della bocca, chi l'osserva non si perderà.
8
Il peccatore è vittima delle proprie labbra, il maldicente e il superbo vi trovano inciampo.
9
Non abituare la bocca al giuramento, non abituarti a nominare il nome del Santo.
10
Come uno schiavo interrogato di continuo non sarà senza lividure, così chi giura e ha sempre in bocca Dio non sarà esente da peccato.
11
Un uomo dai molti giuramenti si riempie di iniquità; il flagello non si allontanerà dalla sua casa. Se cade in fallo, il suo peccato è su di lui; se non ne tiene conto, pecca due volte. Se giura il falso non sarà giustificato, la sua casa si riempirà di sventure.


Le parole impure

12 C'è un modo di parlare che si può paragonare alla morte; non si trovi nella discendenza di Giacobbe. Dagli uomini pii tutto ciò sia respinto, così non si rotoleranno nei peccati.
13
La tua bocca non si abitui a volgarità grossolane, in esse infatti c'è motivo di peccato.
14
Ricorda tuo padre e tua madre, quando siedi tra i grandi, non dimenticarli mai davanti a costoro, e per abitudine non dire sciocchezze; potresti desiderare di non essere nato e maledire il giorno della tua nascita.
15
Un uomo abituato a discorsi ingiuriosi non si correggerà in tutta la sua vita.
16
Due specie di colpe moltiplicano i peccati, la terza provoca l'ira:
17
una passione ardente come fuoco acceso non si calmerà finché non sarà consumata; un uomo impudico nel suo corpo non smetterà finché non lo divori il fuoco; per l'uomo impuro ogni pane è appetitoso, non si stancherà finché non muoia.
18
L'uomo infedele al proprio letto dice fra sé: «Chi mi vede? Tenebra intorno a me e le mura mi nascondono; nessuno mi vede, che devo temere? Dei miei peccati non si ricorderà l'Altissimo».
19
Il suo timore riguarda solo gli occhi degli uomini; non sa che gli occhi del Signore sono miriadi di volte più luminosi del sole; essi vedono tutte le azioni degli uomini e penetrano fin nei luoghi più segreti.
20
Tutte le cose, prima che fossero create, gli erano note; allo stesso modo anche dopo la creazione.
21
Quest'uomo sarà punito nelle piazze della città, sarà preso dove meno se l'aspetta.


La donna adultera

22 Così della donna che abbandona suo marito, e gli presenta eredi avuti da un estraneo.
23
Prima di tutto ha disobbedito alle leggi dell'Altissimo, in secondo luogo ha commesso un torto verso il marito, in terzo luogo si è macchiata di adulterio e ha introdotto in casa figli di un estraneo.
24
Costei sarà trascinata davanti all'assemblea e si procederà a un'inchiesta sui suoi figli.
25
I suoi figli non avranno radici, i suoi rami non porteranno frutto.
26
Lascerà il suo ricordo in maledizione, la sua infamia non sarà cancellata.
27
I superstiti sapranno che nulla è meglio del timore del Signore, nulla più dolce dell'osservare i suoi comandamenti.


Discorso della sapienza

24 1 La sapienza loda se stessa, si vanta in mezzo al suo popolo.
2
Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca, si glorifica davanti alla sua potenza:
3
«Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo e ho ricoperto come nube la terra.
4
Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi.
5
Il giro del cielo da sola ho percorso, ho passeggiato nelle profondità degli abissi.
6
Sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dominio.
7
Fra tutti questi cercai un luogo di riposo, in quale possedimento stabilirmi.
8
Allora il creatore dell'universo mi diede un ordine, il mio creatore mi fece posare la tenda e mi disse: Fissa la tenda in Giacobbe e prendi in eredità Israele.
9
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò; per tutta l'eternità non verrò meno.
10
Ho officiato nella tenda santa davanti a lui, e così mi sono stabilita in Sion.
11
Nella città amata mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere.
12
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità.
13
Sono cresciuta come un cedro sul Libano, come un cipresso sui monti dell'Ermon.
14
Sono cresciuta come una palma in Engaddi, come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura; sono cresciuta come un platano.
15
Come cinnamòmo e balsamo ho diffuso profumo; come mirra scelta ho sparso buon odore; come gàlbano, ònice e storàce, come nuvola di incenso nella tenda.
16
Come un terebinto ho esteso i rami e i miei rami son rami di maestà e di bellezza.
17
Io come una vite ho prodotto germogli graziosi e i miei fiori, frutti di gloria e ricchezza.18 Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, e saziatevi dei miei prodotti.
19
Poiché il ricordo di me è più dolce del miele, il possedermi è più dolce del favo di miele.
20
Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me, avranno ancora sete.
21
Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà».


La sapienza e la legge

22 Tutto questo è il libro dell'alleanza del Dio altissimo, la legge che ci ha imposto Mosè, l'eredità delle assemblee di Giacobbe.
23
Essa trabocca di sapienza come il Pison e come il Tigri nella stagione dei frutti nuovi;24 fa traboccare l'intelligenza come l'Eufrate e come il Giordano nei giorni della mietitura;
25
espande la dottrina come il Nilo, come il Ghicon nei giorni della vendemmia.
26
Il primo non ne esaurisce la conoscenza né l'ultimo la può pienamente indagare.
27
Il suo pensiero infatti è più vasto del mare e il suo consiglio più del grande abisso.
28
Io sono come un canale derivante da un fiume e come un corso d'acqua sono uscita verso un giardino.
29
Ho detto: «Innaffierò il mio giardino e irrigherò la mia aiuola». Ed ecco il mio canale è diventato un fiume, il mio fiume è diventato un mare.
30
Farò ancora splendere la mia dottrina come l'aurora; la farò brillare molto lontano.
31
Riverserò ancora l'insegnamento come una profezia, lo lascerò per le generazioni future.
32
Vedete, non ho lavorato solo per me, ma per quanti cercano la dottrina.


Proverbi

25 1 Di tre cose mi compiaccio e mi faccio bella, di fronte al Signore e agli uomini: concordia di fratelli, amicizia tra vicini, moglie e marito che vivono in piena armonia.
2
Tre tipi di persone io detesto, la loro vita è per me un grande orrore: un povero superbo, un ricco bugiardo, un vecchio adultero privo di senno.


I vecchi

3 Nella giovinezza non hai raccolto; come potresti procurarti qualcosa nella vecchiaia?
4
Come s'addice il giudicare ai capelli bianchi, e agli anziani intendersi di consigli!
5
Come s'addice la sapienza ai vecchi, il discernimento e il consiglio alle persone eminenti!
6
Corona dei vecchi è un'esperienza molteplice, loro vanto il timore del Signore.


Proverbio numerico

7 Nove situazioni io ritengo felici nel mio cuore, la decima la dirò con le parole: un uomo allietato dai figli, chi vede da vivo la caduta dei suoi nemici;
8
felice chi vive con una moglie assennata, colui che non pecca con la sua lingua, chi non deve servire a uno indegno di lui;
9
fortunato chi ha trovato la prudenza, chi si rivolge a orecchi attenti;
10
quanto è grande chi ha trovato la sapienza, ma nessuno supera chi teme il Signore.
11
Il timore del Signore è più di ogni cosa; chi lo possiede a chi potrà esser paragonato? Le donne12 Qualunque ferita, ma non la ferita del cuore; qualunque malvagità, ma non la malvagità di una donna;
13
qualunque sventura, ma non la sventura causata dagli avversari; qualunque vendetta, ma non la vendetta dei nemici.
14
Non c'è veleno peggiore del veleno di un serpente, non c'è ira peggiore dell'ira di un nemico.
15
Preferirei abitare con un leone e con un drago piuttosto che abitare con una donna malvagia.
16
La malvagità di una donna ne àltera l'aspetto, ne rende il volto tetro come quello di un orso.
17
Suo marito siede in mezzo ai suoi vicini e ascoltandoli geme amaramente.
18
Ogni malizia è nulla, di fronte alla malizia di una donna, possa piombarle addosso la sorte del peccatore!
19
Come una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio, tale la donna linguacciuta per un uomo pacifico.
20
Non soccombere al fascino di una donna, per una donna non ardere di passione.
21
Motivo di sdegno, di rimprovero e di grande disprezzo è una donna che mantiene il proprio marito.
22
Animo abbattuto e volto triste e ferita al cuore è una donna malvagia;
23
mani inerti e ginocchia infiacchite, tale colei che non rende felice il proprio marito.
24
Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo.
25
Non dare all'acqua un'uscita né libertà di parlare a una donna malvagia.
26
Se non cammina al cenno della tua mano, toglila dalla tua presenza.



Sirac (CEI) 14